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martedì 17 maggio 2016

Riflessioni di metà Maggio

E' un bel po' di tempo che non scrivo su questo blog e non tanto perché non ne abbia avuto il tempo, quanto perché non ne ho sentito il bisogno. Ho passato queste ultime settimane a vivere le mie avventure, assaporando il tempo e cogliendo l'attimo prima che mi sfuggisse dalle mani. 
Ho visitato nuovi posti che mi hanno aperto di nuovo gli occhi sulla bellezza dell'Olanda, bellezza che d'inverno si era un po' incupita. 
Ho trascorso il mio primo Koningsdag (giorno del Re) vestita d'arancione, ballando musiche olandesi e non, circondata da olandesi euforici e non curanti del freddo e della pioggia. 
Ho visitato un'isola olandese, nel Mare del Nord ed ho pure fatto il bagno nell'acqua ghiacciata, con il vento tra i capelli, e in compagnia di un aquilone.
Sono riuscita a visitare Giethoorn, paesino aperto solo a pedoni, biciclette e barche ed ho potuto persino fare paddle surf nel lago che lo circondava, alle sei del mattino mentre il sole spuntava romanticamente all'orizzonte. Ciò che l'ha resa un'attività ancora più divertente è stato il fatto che sono caduta,  poco prima della fine, circondata dalle mie amiche.
Ho potuto camminare tra campi di tulipani dai colori vibranti che illuminavano i verdi campi infiniti dell'Olanda del Nord. 
Sono anche riuscita a visitare Groningen durante la mia wisselweek (settimana di scambio): un insieme di case olandesi inserite in una città piena di cultura, dove passato e presente convivono dando vita a una città attiva, viva. La presenza di strade strette e ricche di negozi tipici o un po' vintage, le case con il giardino interno e la tranquillità che si respira tra le migliaia di persone in bicicletta l'hanno resa una dell città universitarie olandesi più accogliente.
Oltre a tutto ciò ho potuto visitare anche una città fortificata nella provincia di Groningen, nella quale è possibile camminare su delle mura ricoperte di verde, tra il quale spunta ogni tanto un cannone risalente ai primi anni della città.
Il tour è poi terminato al campo di smistamento Westerbroek, nel quale è incominciato per molti ebrei e prigionieri olandesi il viaggio verso i purtroppo ben conosciuti campi di sterminio, seminati nell'attuale Europa dell'Est. Una visita che mi ha permesso di vedere le fondamenta delle baracche oramai distrutte nelle quali ha alloggiato anche Anna Frank.
Oggi poi sono tornata a scuola e tra le varie domande che mi sono state fatte con interesse dai miei compagni di scuola, quella della mia professoressa di inglese mi ha colpito più di tutti. La domanda è stata questa: "Oramai ti resta poco tempo qua con noi, ti mancheremo? Sicuramente a noi mancherai molto." Inutile dire che mi sono quasi commossa. E' un po' che ci penso a come sarà il rientro e non posso fare a meno di affermare che il dover partire mi rattrista molto, perché non dovrò solo lasciare persone che mi hanno accolto in famiglia come una figlia o una sorella, o altre che sono diventate amiche così importanti che mi resta difficile da credere che il prossimo anno non sarò con loro a condividere pause pranzo e fest di compleanno. Tra tutto c'è il fatto che dovrò anche lasciare la me che qua sono divenuta, la mia vita di qua, quella costruita durante il mio exchange,che mai potrò riavere indietro, per quante volte possa tornare a visitare questo Paese stupendo. 
Non credo che sia una cosa che possa essere compresa da molte altre persone, forse dagli altri exchange student, ma ognuno vive la cosa a modo suo e non si è mai tanto soli quanto quando si deve lasciare la propria nuova vita per tornare alla vecchia, che pure non sarà più uguale a prima.

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