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mercoledì 21 ottobre 2015

Twee maanden

"Ma adesso che ho capito che cosa c'é di sbagliato in me dovrei correggermi o posso continuare cosí, sbagliando, ma sbagliando consapevolmente?"
La persona che ha scritto questa frase adesso si trova a migliaia di chilometri da dove sono io, ma sta vivendo la stessa mia esperienza. Le nostre strade si sono incrociate un giorno, qualche mese fa, alla premiazione della borsa di studio, che entrambi abbiamo vinto per poter vivere il nostro sogno. 
Se ora ripenso a quel momento, mi pare così lontano nel tempo che a fatica lo ricordo. Sono cambiate un sacco di cose nella mia vita quotidiana: altra città, altra famiglia,altri amici, ma soprattutto altro Paese e altra cultura. Allo stesso tempo sono cambiata io ma in qualche modo sono sempre la stessa. Sono sempre la Federica che si emoziona davanti ai ricordi, sono la Federica che per quanto si sforzi a volte non riesce proprio a credere che riuscirà in questa cosa. Sono la Federica che sente la mancanza di un posto da cui invece ha sempre voluto andarsene. Sono la stessa Federica che non sa ciò che vuole anche se pensa di saperlo. 
Divisa come al solito tra due emozioni, che deve rendersi conto che la vita va avanti e che il tempo non si può fermare. Sono due mesi che sono qua e ho passato un sacco di bei momenti, ma al tempo stesso ho avuto i miei momenti no, perché l'esperienza consiste anche in questo. 
L'unica certezza è che non voglio rinunciare, voglio godermi l'opportunità che mi è stata offerta, sebbene a volte sia sopraffatta talmente tanto da ciò che mi circonda che penso che essere a casa sarebbe più semplice. 
Ma chi mi conosce sa che non ho mai amato le cose facili, perché non c'è gusto nella vita se non ti guadagni ciò che vuoi realmente.
E sono qui per questo, no? Per cambiare ciò che non va bene, o sebbene in modo sbagliato, agire essendo finalmente consapevole di ciò che sto sbagliando. 
E per quanto a volte mi chieda: ne vale davvero la pena? So che la risposta è si. Sì perché tutto questo mettermi in gioco, essere felice e triste un momento dopo mi porterà a trovare me stessa, che è il mio più grande obiettivo.




                        Nijntje❤️
Free hugs🙆🏽

domenica 11 ottobre 2015

Amsterdam: riflessioni

Ore 20:51.
Fermata di 's Hertogenbosch.
Sono sulla via del ritorno da Amsterdam.
È stata una bella giornata, sia per il tempo, per la città che non smette mai di emozionarmi e per le persone con cui l'ho visitata: altri 50 exchange students da tutto il mondo. 
La parte più difficile è, come sempre, separarsi. Perché loro sono gli unici in grado di capirti veramente. Loro riescono a comprendere perfettamente ogni tua emozione, ogni tuo problema. Sono le persone che più possono sostenerti in questa esperienza perché stanno vivendo la tua stessa vita. Magari al Nord o a Ovest rispetto a dove vivi tu, ma comunque sai di poter contare su di loro. 
Ed è in questi momenti che ti rendi conto di cosa significa essere uno exchange student:fare parte di una grande famiglia, pronta a condividere idee, emozioni e problematiche
È stata proprio una bella avventura, ma purtroppo deve volgere al termine. 
Si torna alla realtà. Si torna a Weert. 
Dove ancora devo adattarmi, imparare a bastarmi
Devo ancora capire cosa voglio, da me, da questo anno e da cosa mi circonda. Ho molti dubbi, però grazie a giornate come queste, capisco quanto questa esperienza mi aiuterà nella mia crescita personale. E sebbene talvolta ci siano problemi, ci sia la tristezza, ci sia la mancanza di casa, perché qua a volte non riesco a sentirmi veramente me stessa e serena, mi rendo anche conto che non sono sola in questa esperienza.


Ma quanto è bella?! 

martedì 6 ottobre 2015

45 giorni di emozioni

Questa volta ho deciso di scrivere  perché avevo bisogno di mettere nero su bianco alcune emozioni. Quelle tristi, malinconiche. Quelle che dopo una giornata tranquilla, un po' stressante ma piacevole non ti saresti mai aspettata. 
A chi sa che hai avuto alcuni momenti di alti e bassi e ti ha chiesto "adesso come stai?" hai risposto "in questo momento sto benissimo". Perché fino a un'ora fa non potevi immaginare che adesso ti saresti trovata così, nel tuo letto, triste, senza un motivo specifico.
Dicono e ci credo, e voglio fidarmi,che sia normale. Devi passare attraverso questi momenti per capire cosa stai veramente affrontando. Per goderti i momenti belli. Per vivere a pieno l'esperienza d'Intercultura. 
E magari lo sapevo che sarebbe stata dura, che non poteva essere tutto rose e fiori, anche perché altrimenti non sarebbe stato affatto divertente. Ma forse non mi ero mai resa conto che a volte sarebbe potuto essere così difficile. 
Ma la difficoltà non sta nell'essere distante da chi ti conosce da sempre, non più. A questo mi sto pian piano abituando. La difficoltà adesso sta nel farsi accettare per quello che si è da persone che non ti conoscono e che per quanto si sforzino non hanno ancora imparato a farlo.
La difficoltà sta nel trovarsi bene dove si è, ma essere assaliti dalla malinconia un minuto più tardi.
E sono difficoltà che sono felice di affrontare, non fraintendetemi. Però bisogna ammettere che è dura non poter sentirsi completamente a casa, specialmente quando ormai sei lontana dalla tua vera casetta da 45 giorni. 
E sceglierei sempre, ancora, di affrontare queste difficoltà. Perché sono quelle che renderanno il mio anno ancora più bello. Ne sono sicura. Perché dopo un mese e mezzo che sono qui posso dire che ne vale la pena: di essere sopraffatti dalle emozioni,di essere colti dalla tristezza e dalla felicità, dalla malinconia e dalla gioia più sincera più volte nell'arco della stessa giornata. Mi sento già diversa da quando sono partita. E sono convinta che alla fine tutto ciò mi porterà ad essere chi veramente voglio diventare.

Post scritto alle 23:30 il giorno 5 Ottobre.

domenica 27 settembre 2015

Luna Rossa

 Sono un po' stanca adesso. Ma felice. Svegliarsi alle quattro e venti di mattina per poter vedere un evento che avviene ogni 18 anni mi rende fiera. 
Appena suonata la sveglia sono scesa, emozionata per quello che speravo di vedere. E subito, con la mia sola compagnia e a intermittenza quella del gatto nero Mickey mi sono diretta in giardino.
L'atmosfera era surreale.
Potevi sentirlo il peso delle stelle. Si vedevano chiaramente. Era impressionante vedere un cielo così bello. Un cielo che non potevi smettere di osservare.
Ho pure visto una stella cadente, la prima di tutta la mia vita. È apparsa come per dire "ti vedo, esprimi un desiderio". 
E poi c'era lei, la Luna. E mentre la guardavo mi è tornata in mente la storia di Ciaula, che uscito dalla buia miniera in cui lavorava, l'ha scoperta per la prima volta. 
Era come la sua, grande e placida, incurante di tutti gli uomini, incurante della natura. 
Questa volta però aveva indossato un abito da sera. Era di colore rosso, ma non un rosso sgargiante, né un rosso cupo. Era il colore perfetto per una notte magica.
Ho anche provato l'antico trucco del pollice. Ovunque tu sia, riuscirai sempre a coprirla con il tuo primo dito. 
Mi è venuto in mente che forse è stato in una notte come questa che per Samanta Cristoforetti e Luca Palermitano è scoppiato l'amore per l'Universo. Sono sicura però che durante il loro anno all'estero, la vista del cielo di notte era diversa, così come lo è stata per me. Era una vista che ti fa pensare a quanto siamo piccoli e magari ti fa sentire anche un po' inutile, ma allo stesso tempo vivo e parte di un qualcosa più grande di te.
E poi ho pensato anche a Van Gogh, che dovrà essersi trovato di fronte a un simile spettacolo, in una notte come questa, magari nemmeno troppo lontano da dove ora abito, il giorno in cui, grazie al cielo, alla luna, al sole e alle stelle, ha deciso di dipingere uno dei miei quadri preferiti.


lunedì 21 settembre 2015

Een maand in Nederland. Un mese nei Paesi Bassi.

Una volta una persona mi disse:
" l'importante è essere vicini con la mente e con il cuore."
Queste parole sono state pronunciate durante il mio ultimo giorno in Italia da mio babbo.
È stato esattamente un mese fa. Solo un mese? A me sembra sia passata una vita, ma al tempo stesso un solo giorno. La mia vita qua procede, e tutte le novità stanno cedendo il passo alla routine. Ma è una routine diversa, nuova e per questo affascinante.
La bici, la lingua, il paesaggio di campagna pianeggiante, su cui spunta ogni tanto un mulino. Capre e pecore come animali domestici. Cervi che se ne stanno tranquilli nella foresta vicino casa. 
La cena alle 6:30, qualche volta anche alle 5:30, quando magari i miei amici italiani stanno facendo merenda. 
Tutto sta diventando parte di me e della mia nuova vita olandese
Perfino il pranzo con una fetta di vlai (torta alla crema) o con pane, burro e hageslag non mi sorprende più. 
È stato un mese fatto di scoperte,  di una cultura che credevo simile alla mia, ma che in realtà non lo è affatto. Le persone hanno una mente più aperta, ma sono anche molto più dirette. Credo che questo sia un pregio, ma è una cosa a cui ci si deve abituare, perché essere liberi di dire quello che si pensa, in ogni momento della giornata e quasi ovunque Tu sia non è molto comune in Italia. 
C'è più libertà qua, ma questo richiede anche più autonomia. La scuola, sebbene molto impegnativa ( e non mi riferisco alla lingua) è comunque organizzata in modo da non essere troppo pesante. E non posso che essere felice, perché i miei compagni sono molto entusiasti di avere una nuova persona in classe. E anche se devo ancora imparare a conoscerli e a farmi conoscere meglio, ho già incontrato persone che so mi mancheranno molto quando questa esperienza sarà finita. 
L'Italia mi manca,devo essere sincera, ma solo nelle piccole cose. Alcune, invece, non le rimpiango affatto. Sto imparando ad apprezzare tutto ciò che prima  davo per scontato. Mi manca la mia routine, la mia casa, l'essere svegliata la mattina dai miei pestiferi cani. Mi manca la mia mamma, perché si, come fa a non mancarmi? Mi mancano gli abbracci di mio babbo, e anche litigarci, ogni tanto. 
Ma tutte queste mancanze mi fanno pensare a quanto sia fortunata. Fortunata di esser potuta partire, fortunata di essere qua. Perché se fossi rimasta in Italia, tutte queste emozioni non avrei potuto provarle. 
Quasi tutte le persone della mia età che incontro qua mi dicono che loro non riuscirebbero a vivere un intero anno lontano da famiglia e amici, in un paese che non è il tuo e che parla una lingua completamente diversa. Mi sento dire: "sei molto coraggiosa".
E in fondo si,lo sono stata, ma penso che sia stata,più che una scelta di coraggio, una scelta di voler cambiare, crescere, maturare e di voler mettersi finalmente in gioco

P.S.: Oggi sono stata con la scuola ad Amsterdam e penso che non ci potesse essere nessun modo migliore di "festeggiare" il mio primo mese qua. Spero che i prossimi 10 mesi mi riservino avventure ancora più entusiasmanti.

lunedì 31 agosto 2015

Le montagne russe sono appena cominciate

Sono passati dieci giorni. Dieci giorni da quel volo per Amsterdam. E adesso sono qui che scrivo, stanca ma emozionata per domani. Domani comincia la scuola e non so bene cosa mi aspetta. Vedremo. Ad ora so solo che questi giorni  sono passati molto velocemente,tra alti e bassi, come era normale che fosse. Sto imparando molte cose e tante ancora ne dovrò imparare. Non tanto  sul posto in cui adesso vivo, quello lo scopro un po' di più ogni giorno. No. Sto imparando a conoscere me stessa e chi mi sta attorno. Inizio a capire a cosa serve il tempo. Inizio a comprendere la parola pazienza. Io, che di pazienza non ne ho mai avuta . Piano piano mi sto rendendo davvero conto che ci sono tanti modi di agire, che ci sono popoli diversi da noi, e all'interno di questi tante persone diverse, l'une dalle altre. Mi sto abituando all'idea che per dimostrare affetto a una persona non esistono solo gli abbracci. E che quello che per te può sembrare niente, per altri può essere tutto
Sono qui da dieci giorni e tra risate e pianti, stanchezza e eccitazione non posso far altro che riconoscere che l'amore cresce lentamente.
Che certi segni di affetto ti mancheranno è certo, ma si deve imparare a cercare l'amore in altri gesti. La pazienza della tua host family nel spiegarti una cosa in una lingua non comune a nessuna delle due parti. Il momento in cui ti svegli la mattina e ti accorgi che i tuoi fratelli ospitanti sebbene ormai in piedi da un po' di tempo ti hanno aspettato per fare colazione. Il perderti in bicicletta per queste strade a cui ancora non sei abituata e l'essere recuperata dal tuo fratellino olandese. 
Mi sto conoscendo piano piano e sto imparando ad osservare le differenze e ad accettarle per quello che sono. 
La nostalgia, di casa, della famiglia, degli amici, fa tutto parte del processo. Tutto ha uno scopo. Anche l'essere tristi, a volte, perché è l'unico modo che esiste per imparare ad essere felici.




giovedì 20 agosto 2015

It's time to go✈️

Un abbraccio. Un sorriso. 
I primi saluti. Fiumi di parole da pronunciare ma solo silenzi da ascoltare. 
Sono addii temporanei quelli che pronunciamo. Ai parenti, a chi ci è caro. A quegli amici che sono come fratelli e sorelle. A quelli che ti hanno vista crescere o a quelli con cui sei cresciuta insieme. Agli amici, invece, che sebbene non conosci da molto tempo,ti sei scelto. Hai detto "ehi quello potrebbe essere davvero uno in gamba". Sono gli amici che ti hanno supportato ma più che altro ti hanno sopportato. Sono quelli che sai che saranno lì per te, o almeno lo speri.
Abbracci. Sorrisi. Molte le lacrime. Tante le raccomandazioni da sentire.
Hai appena salutato i nonni. Un po' preoccupati, ma ormai abituati a vederti andare incontro al mondo. Felici e fieri, o almeno così ti sembrano, di come stai crescendo.
Abbracci carichi di affetto. Sorrisi che ti dicono "va e conquista il mondo".
Zio lo hai già salutato quando è ripartito per casa sua. Lontano dall'Italia. Quello che da più piccola vedevi andare in giro per il globo e quello che più di una volta ti ha fatto pensare  "si, quando sarò grande voglio vedere tanti posti come ha fatto lui". 
Ora sta a te partire però. Davvero.  Una carica di emozioni ti invade. Ansia e tranquillità. Tristezza e gioia. Paura e coraggio.
Ti senti pronta e non.
Hai ancora le ultime due persone da salutare. 
Piovono lacrime. Gli abbracci trapassano le ossa e arrivano dritti al cuore. Ancora uno. C'è tempo. Ma passa veloce. 
Sei sempre la loro bambina e lo sarei sempre. È grazie a loro se sei lì. È grazie a loro se adesso sei pronta. Pronta a partire. Ti senti invincibile, ma provi anche molta paura.
Sei pronta a lasciare tutto, per ricominciare e metterti alla prova. 
Perciò sorridi debolmente. Un ultimo saluto. È tempo di andare. 
Una lacrima. Questa volta è per te. Hai creduto in te stessa e adesso sei lì,proprio dove volevi essere, domani sarai in aeroporto. Destinazione Amsterdam. Convinta che partire sia stata la decisione migliore che tu abbia mai preso.

An hug. A smile. First greetings to  say. Flood of words to pronounce  but only silences to hear.
Are temporary farewells the ones we say. To relatives, to the ones you care about. To those friends that are like brothers and sisters for you. To those that have seen you grow up or those that grow up with you. To those friends you choice. They are the friends that supported you and most of all that stood you. They are the friends you know will be there for you. Or anyway you hope for that.
Hugs. Smiles. Lots of tears. Lots of recommendations to hear. You have just said goodbye to your grandparents. A little bit worried for you, but they've got used to see you go toward the world by now. Happy and proud of you, or however they seem to be like that, for the way you are growing up.
Hugs loaded with affection. Smiles that say "Go and take the world".
You have said goodbye to your uncle when he went back to Tenerife. Away from Italy.He was the one you have seen go travel the globe when you was just a child. The one that make you think " When I grow up, I will see a lot of places like he did."
But now it's your moment. You leave. Really. You're leaving.
An infinite number of emotions overwhelm you. Anxiety and serenity. Sadness and delight. Fear and bravery. You're ready and not. 
You still have to say goodbye to two person. 
Tears rain down. Hugs pierce the bones and move the hearts.
Another hug. There's time. But it passes quickly.
You're always their daughter and you'll be forever. Thanks to them you are there now. Thanks to them you are ready now. Ready to leave. You think to be invincible, but you feel lot of fear, too.
You are ready to leave everything, to start again, to test yourself. So you smile dimly. The last goodbye. It's time to go. 
A tear. This time it's for you. You have believed in yourself and you are there now, in the place you have wanted to be, tomorrow you'll be in the airport. Destination: Amsterdam. You are certain that to leave has been the best decision you ever made.