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giovedì 28 gennaio 2016

27 Gennaio 2016- Giornata della Memoria

"Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici..."
Il giorno della memoria non è nato solo per ricordare le vittime dell'Olocausto, che tengo a ricordare non furono solo ebrei. Il giorno della Memoria è nato, invece e soprattutto per ricordare ciò che è avvenuto al fine di non ripeterlo.
Vi deve essere sfuggito qualcosa, dunque, dato che ogni giorno centinaia di migranti abbandonano i loro paesi di origine per un'effimera possibilità di trovare una vita migliore (sempre che riescano a sopravvivere al viaggio)  e trovano davanti a se un filo spinato che vieta loro di entrare. 

Per non parlare del fatto che tra i deportati nei campi di concentramento c'erano anche molti omosessuali. 
La situazione oggi nel mondo non mi sembra affatto cambiata,e anche in Italia, uno dei pochi paesi europei rimasti a non aver approvato le unioni civili si continua a discriminare persone per il loro orientamento sessuale. 
Quindi non ricordiamoci delle vittime solo oggi, commemorando il passato, ma pensiamo a quelle di ieri, di stamani e di domani. Loro possono ancora essere aiutati. E le cose possono ancora cambiare. Sentirsi a posto con la propria coscienza per aver pensato agli ebrei oggi è esattamente quello che persone come Primo Levi avrebbero voluto evitare. Certe cose non devono succedere mai più. Era questo l'intento di chi ha scritto sulla guerra. 
Aprite un po' quelle menti che tanto si affannano nel giudicare basandosi su pregiudizi inutili.
Perché alla fine,altrimenti,che cosa vi distingue dai nazi-fascisti che invece oggi con tanto fervore disapprovate?

mercoledì 20 gennaio 2016

Cosa significa essere un exchange? Novità dall'Olanda

Che cosa significa essere un exchange?
A volte mi fermo a pensarci. In fondo adesso questa vita è diventata la mia, tutto ciò che prima era novità ora è abitudine, certo ogni giorno può succedere qualcosa di nuovo, ma sono gli imprevisti e le piccole avventure che capitano ovunque sei, che fanno parte della vita. 
Però se mi chiedo cosa significa per me essere qua, in una scuola olandese e abitare adesso in Belgio, una sola parola mi viene in mente: mutamento.
Perché sono in continuo cambiamento, di personalità, di carattere e soprattutto di umore. Un momento sono felicissima e quello dopo sono triste. Prima penso "ma perché ho lasciato tutto ciò che avevo di bello per venire a stare qua in questo posto sempre piovoso e freddo?" e poi invece piango all'idea di dover lasciare tutto ciò che ho costruito qua. 
Quando leggevo quelle frasi classiche da exchange come "non è un anno nella vita ma una vita in un anno.", pensavo che erano tante frasi fatte belle ma che poco esprimevano tutte le emozioni che mi attraversavano. Però ora capisco cosa significa quella frase. Vuol dire che se sei abbastanza bravo da metterti in gioco puoi trovare un'altra vita o più di una ovunque tu viva. Se ti apri al cambiamento proverai sensazioni di cui prima non sapevi nemmeno l'esistenza. 
Certo, mettersi in gioco significa anche accettare il rischio di cadere e di farsi pure male. Ma dobbiamo sempre rialzarci e andare avanti, è l'unico modo per vivere davvero, non soltanto sopravvivere.
Di novità ne ho molte: ho cambiato famiglia, cittadina e pure Stato. Eh già, mi sono trasferita a Kaulille, in Belgio. La scuola è la stessa, solo un po' più lontana adesso! Sono circa 36 km di bici al giorno, ma ho una nuova bicicletta in stile olandese, con i freni nei pedali e piano piano mi abituerò anche a dover pedalare per due ore al giorno.
In questi giorni è nevicato, e il paesaggio è stupendo. Fa anche molto freddo, ieri ad esempio era -10. Per fortuna con mia sorella ospitante siamo andate in macchina! 
Per il resto procede tutto bene, ho i weekend impegnati tra compleanni e eventi di Afs (tra meno di un mese abbiamo il test di lingua). La scuola continua tra progetti e presentazioni, test di listening di inglese e francese e lezioni in laboratorio. Sono quasi a metà esperienza, domani, 21 Gennaio saranno 5 mesi qua in Olanda... Ancora altri sei da sfruttare al massimo per imparare una lingua e una cultura completamente diversa dalla mia.
Tot ziens vrienden en vriendinnen! 



venerdì 8 gennaio 2016

Anno nuovo, vita nuova?

Io lo so che ho fatto un sacco di errori, che tanti ne continuerò a fare. E non perché sono giovane, ma perché sono un essere umano. Da molti imparerò delle lezioni di vita: di chi posso fidarmi, come devo comportarmi. Altri sarò destinata a ripeterli, perché magari una volta non mi è bastata. 
Ma questo era lo scopo no? Il Mettersi in gioco. 
E se c'è una cosa in cui credo di esser migliorata durante questi quasi 5 mesi è il riuscire a vedersi sotto un'altra prospettiva. È il riuscire ad ammettere i propri errori, a dargli dei nomi. 
Io non sono perfetta, non lo sarò mai. Ma ora capisco che nemmeno devo esserlo. Perché ciò che mi rende me stessa sono certamente i miei pregi, ma pure i miei difetti. 
E mentre penso che stia iniziando ad accettarmi per come sono, con tutte le mie sfaccettature,allo stesso tempo mi rendo conto di quanto alcune persone invece debbano essere allontanate. 
C'è chi durante questa prima parte della mia esperienza ha cercato di farmi sentire sbagliata, chi me lo ha detto in faccia, e sebbene un po' ci sia riuscito a demoralizzarmi, a farmi sentire una persona che non credevo che non voglio essere,mi ha aiutato a crescere. Perciò grazie di avermi aiutato nell'affrontare anche questa parte di me stessa. Dalle critiche fondate si riparte per migliorare, da quelle infondate invece si capisce chi non si vuole mai diventare.
Inizio pian piano a credere in me stessa, non come studente, come figlia o come la definizione di qualcosa. Inizio a credere in me come persona, essere vivente che ha ancora tanta strada da fare, tante salite da percorrere e errori da commettere, ma sempre cercando di non ferire nessuno e volendo sempre migliorare.
Un po' di tempo fa mi scrissi questa frase: "Le notti insonni, per quanto si portino dietro molto stanchezza sono quelle che ci permettono di capire perché esistiamo e cosa vogliamo dalla vita."
Adesso spero di poter mettere in atto i miei pensieri, e darmi nuove opportunità e nuovi inizi. 


sabato 26 dicembre 2015

Cara me del futuro...

Cara Federica del futuro ti scrivo perché quando tutto questo sarà finito dovrai ricordarti cosa avresti voluto avere in questo Natale, così che tu possa capire che occorre godersi le cose che si hanno, giorno per giorno e che devi smetterla di pensare sempre a ciò che verrà o a ciò che non hai. Perché altrimenti ti perderai tutte le cose belle della vita.
Spero veramente che tu, come proposito dell'anno nuovo decida di iniziare a goderti la vita, per quella che è.
Sappi che quest'anno è stato un Natale un po' alternativo, niente regali sotto l'albero, a fatica un "Buon Natale" ti è stato augurato dalle persone con cui stai condividendo la tua esperienza. Ma al tempo stesso spero che ti ricorderai di quanto ti è mancata la tua famiglia che però ti è stata vicina e sarà per sempre lì per te.
Spero saprai ricordare quanto sono stati duri e tristi questi giorni, così tanto che in questo momento che ti scrivo vorrei lasciare andare tutto e tornarmene a casa. 
Però poi so che mi sentirei delusa da me stessa e quindi stringo i denti e tiro avanti, sebbene mi tornino in mente le parole che mamma mi ripeteva sempre prima che partissi: "qualunque cosa dimmelo, prendo un aereo e vengo da te." E io che le rispondevo di stare tranquilla e mostrandomi sicura di me le dicevo pure che forse era meglio rispettare le regole e non vederci per un anno intero.
Ora quella frase mi rimbomba nella testa, vorrei tanto che prendesse quell'aereo insieme a mio babbo per venire qua da me. Ma so che non sarebbe giusto e allora chiudo gli occhi, ricaccio indietro le lacrime e provo a distrarmi con qualunque cosa che possa farmi tornare il sorriso.
Perché, cara me del futuro è così che avresti dovuto, devi e dovresti goderti la vita: sempre con il sorriso sulle labbra.

giovedì 17 dicembre 2015

La tua canzone - post del 29 Novembre non inviato

Sono già 100. Cento giorni passati qua nel paese della pioggia e del vento. Sono stati giorni di scoperta, della cultura, di me stessa, degli altri, su chi posso contare e chi no. 
Sono appena tornata dal campo di Afs, in cui abbiamo discusso le nostre esperienze, dei nostri problemi e le nostre avventure. Il tema, per il periodo dell'anno in cui siamo non poteva che essere Sinterklaas! 
Ieri sera è arrivato con il suo bastone ricurvo dorato, accompagnato dagli Zwarte Pieten nella nostra casa-campo.
E dopo aver preso in braccio me e la mia compa' di avventure (con il quale guarda caso condivido pure il nome) e averci fatto cantare "cucù Aprile non c'è più" (non chiedetemi perché) ci ha regalato una lettera di cioccolato e un cadeautje. 
Sono nei momenti come quelli, condivisi con altri dieci studenti che capisci di far parte di un'unica grande famiglia. 
E sebbene oggi abbia dovuto salutare due dei miei amici exchange, perché erano in Olanda solo per un Trimestrale e tutto ciò mi abbia reso un po' triste, allo stesso tempo mi sono resa conto di quanto le piccole e grandi tempeste che ci sono state mi abbiano scossa e cambiata! 

Il weekend è passato tra giochi tipici olandesi, test di lingua, e attività al dir poco pazze (ho dovuto girare su me stessa 88 volte) mi sono divertita! 
Het was heel leuk🎉
Vi lascio con una citazione del Liga: "Son stati giorni di tempesta e vento ed era pronto solo chi era pronto ma adesso sai a cosa vai incontro... E quando canterai la tua canzone da quel momento in poi non puoi tornare, da quel momento in poi dovrai andare con le tue parole."

P.s: a Middelburg non poteva andare meglio! 




Kerstvakantie: vacanze di Natale

Vi aggiorno un po' su quello che sta succedendo in questi giorni, in cui si respira aria di Natale.
Sono in vacanza da Lunedì, dopo una stressante test-week. 
La sera, dopo aver insegnato un'oretta italiano a una signora olandese sono tornata a casa, naturalmente in bici e ho preparato la cena: paccheri al tonno e pomodoro e mousse di cioccolato come dolce.
A cena sono ufficialmente iniziate le mie vacanze. 
Martedì sono andata a vedere la diga costruita dai castori, mentre mercoledì mi sono un po' rilassata. 
Oggi sono andata a Valkenburg, al mercatino di Natale. Era dentro una grotta, che rendeva il tutto ancora più magico.
In un'altra grotta in città c'era tutta la storia de "Il canto di Natale" di Dickens con i personaggi di sabbia. E il presepe  fatto anche quello di sabbia. 
Inoltre siamo potuti salire sul monte con una seggiovia per vedere la cittadina dall'alto. Piccola ma molto caratteristica.
Stasera poi ho cenato italiano dalla mia amica italo-olandese con in sottofondo l'Eredità e la pubblicità della Bauli. Mi sono quasi commossa. 
Mi aspettano giorni molto intensi e spero altrettanto belli.
Domani farò un High Tea con la mia amica thailandese.
Questo weekend faremo il Gourmet, una specie di barbecue in cui però cuoci la carne, il pesce, le uova e quello che vuoi su una piastra posta sopra il tavolo.
Il lunedì vado ad Utrecht per fare un vero e proprio pranzo natalizio con i miei italiani preferiti: gli altri exchange student.
In teoria andiamo pure a pattinare, poi la mattina dopo torno a Weert per preparare la valigia perché Mercoledì parto per la Svizzera!
Torno il 31, giusto in tempo per passare il Capodanno con le mie amiche olandesi. 
E il primo Gennaio, se tutto va come deve andare, mi si prospetta un evento altrettanto "avventuroso". Ma di questo ne parliamo un'altra volta!
Ora vi voglio dire che ancora non riesco a credere siano già passati quasi quattro mesi. Passerò un Natale completamente diverso, in Svizzera, con una famiglia olandese.
Però non potrei essere più felice e grata. Nonostante sia lontana dalla mia famiglia italiana sono contenta di avere questa opportunità. Ed essere qua mi sta facendo capire soprattutto chi realmente tiene a me. 
Sarà un inizio dell'anno completamente diverso da quello che ho sempre avuto e non vedo l'ora di scoprire a cosa andrò in contro.
Ora vi lascio con qualche foto, devo andare a vedere la finale di Expeditie Robinson.

Kerstmarkt




Vicino alla diga dei Castori 

mercoledì 2 dicembre 2015

Oggi, adesso, sono felice. Ho avuto una giornata molto lunga a scuola, ma mentre scendevo le scale mi sono ritrovata ad osservare una scena fantastica: tanti bambini che correvano per la palestra con in mano regali e pepernoten. Già, perché qua il Natale non si festeggia molto, ma il 5 Dicembre arriva Sinterklaas, direttamente dalla Spagna. E in quel momento mi sono ritrovata a pensare che domani sarò uno Zwarte Piet, un aiutante di Sinterklaas nella casa allestita appositamente per questo periodo in centro. Poi quando sono uscita, ad accogliermi al parcheggio delle bici non c'era la solita pioggerella noiosa ma un bellissimo tramonto dal colore arancione, colore per di più di questo Paese. "Biciclettando" verso casa mi sono guardata intorno. Ho visto un ragazzo a cavallo e un altro su un quod. Ho passato i campi di grano e patate, ridotti ormai a semplice terra e delle fattorie. E per un attimo mi sono preoccupata di quanto il tempo stia passando velocemente. Di quanto ormai questa vita mi appartenga e che mi sembra impossibile averne una parallela in Italia. Poi però ho deciso di non fare come al solito. Ho pensato fosse meglio pensare a qualcos'altro. Allora ho girato con la mia bici arancione su Dijkerstraat e sono arrivata a casa.