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Top 100 International Blogs

http://en.bab.la/news/top-100-international-exchange-experience-blogs-2016 Thanks to everyone that voted for me! 11 out of 100, I think it...

mercoledì 2 dicembre 2015

Oggi, adesso, sono felice. Ho avuto una giornata molto lunga a scuola, ma mentre scendevo le scale mi sono ritrovata ad osservare una scena fantastica: tanti bambini che correvano per la palestra con in mano regali e pepernoten. Già, perché qua il Natale non si festeggia molto, ma il 5 Dicembre arriva Sinterklaas, direttamente dalla Spagna. E in quel momento mi sono ritrovata a pensare che domani sarò uno Zwarte Piet, un aiutante di Sinterklaas nella casa allestita appositamente per questo periodo in centro. Poi quando sono uscita, ad accogliermi al parcheggio delle bici non c'era la solita pioggerella noiosa ma un bellissimo tramonto dal colore arancione, colore per di più di questo Paese. "Biciclettando" verso casa mi sono guardata intorno. Ho visto un ragazzo a cavallo e un altro su un quod. Ho passato i campi di grano e patate, ridotti ormai a semplice terra e delle fattorie. E per un attimo mi sono preoccupata di quanto il tempo stia passando velocemente. Di quanto ormai questa vita mi appartenga e che mi sembra impossibile averne una parallela in Italia. Poi però ho deciso di non fare come al solito. Ho pensato fosse meglio pensare a qualcos'altro. Allora ho girato con la mia bici arancione su Dijkerstraat e sono arrivata a casa.

martedì 24 novembre 2015

3 maanden

Goedemorgen allemaal,
sono sul treno per Middelburg, il quarto della mattinata. Ebbene si, stamani mi sono svegliata alle 7 e dopo essermi preparata mi sono diretta in stazione. Naturalmente in bicicletta! Ho preso il treno delle 7:43 direzione Roosvelt University College!
Sto andando a vedere l'università, che si trova in Zelanda. Sebbene ieri fossi un po' preoccupata all'idea di fare il viaggio da sola ora sono contenta di averlo fatto. Perché chi l'avrebbe mai detto fino a 5 mesi fa che sarei andata da sola dall'altra parte dell'Olanda?
Adesso che mi trovo sull'ultimo treno che mi porterà a destinazione vi posso raccontare quello che mi è successo: prima di salire ho chiesto al controllore se il binario in cui eravamo fosse il 4b. Lui allora molto gentilmente mi chiede: waar ga jij naartoe? Ovvero: dove devi andare? 
E io molto tranquillamente, capendo all'istante cosa mi stesse chiedendo gli dico la mia destinazione. 
È stata una semplice cosa che però mi ha reso felicissima!
Sono quasi arrivata nella "terra di mare" dove mi aspetta una giornata diversa dal solito e spero piacevole! 
Per quanto riguarda il resto ho avuto un weekend molto busy:
Sabato mattina centro per fare un po' di spese. Al pomeriggio abbiamo mangiato una Speculaas Tarte da me comprata per festeggiare il mio terzo mese in Olanda. La sera, invece, sono andata al cinema a vedere Hunger Games con la mia amica Viev.
La domenica poi con la famiglia siamo andati al Rai di Amsterdam dove si è tenuta una fiera su cibo e vino italiano! E la sera, sebbene fossi arrivata stanca e con l'idea di fare un po' di lezione sono stata invitata all'ultimo momento dalla mia amica Inge, dove sono stata dalle 18 alle 22 passando una piacevolissima serata.
Non ci poteva essere weekend migliore! 
Ora è giunta la mia fermata, un saluto da sotto il livello del mare.



sabato 7 novembre 2015

Riflessioni

Mi mancano le cose improvvise,
Come le risate con le mie amiche, gli abbracci, quelli veri con i miei e con le persone a cui voglio bene.L'affetto, quello sincero, caloroso, non freddo e premeditato. Mi manca uscire da scuola e vedere da lontano la mia mamma, in macchina ad aspettarmi e pronta a sopportare tutte le mie ansie scolastiche. Mi manca uscire di casa la mattina, montare sulla macchina di babbo e stare ad ascoltare le ultime notizie su Radio 24 con Cruciani che non la smette di parlare. Mi manca avere le mie abitudini, cenare alle 9 o anche più tardi e poi mettermi sul divano con entrambi i miei genitori e i miei cani a vedere un film o sola sotto la coperta con mia mamma a vedere una delle nostre tante  serie TV preferite con le fiamme che sfavillano nella stufa.
Mi manca uscire il sabato pomeriggio sul corso, solo per fare una girata e prendermi un gelato in Via Gotti o un caffè alla Bottega del Caffè, prendere poi una ripiena da Aurilio, la navetta e raggiungere il Cineplex per andare a vedere un film, che sia una commedia, un film d'azione o  di fantascienza.
Sono cose che non ho mai dato per scontato, le ho sempre apprezzate e sapevo che mi sarebbero mancate. 
Apprezzo ciò che ho e sono felice e so per certo che tutte queste cose sono là ad aspettarmi e questo mi fa sorridere.

70 dagen

Sono sul treno. Ancora. Ormai è diventato il mio luogo preferito per scrivere. Sarà perché è in continuo viaggio, sarà perché raccoglie persone da ogni parte del mondo o perché è diventato uno dei miei mezzi di trasporto principali, ma oramai è il mio rifugio. Mi sento a casa su un treno, in viaggio per un qualsiasi posto con il finestrino affacciato sulla campagna olandese. 
In questi 70 giorni ho visto un sacco di nuove cose, da Amsterdam a Den Haag, dalla spiaggia alla foresta, dal villaggetto caratteristico per le sue case tutte bianche ai palazzi moderni di Eindhoven, o a quelli più o meno antichi della capitale,affacciati sui canali. 
Ma più di tutto ho conosciuto persone diverse, l'une dalle altre, che mi hanno permesso in qualche modo di viaggiare anche all'interno dei loro paesi d'origine. Exchange da tutte le parti del mondo, o emigrati ormai olandesi da qualche generazione.
Si inizia finalmente a delineare il tipo di persona, non che voglia essere, per quello occorre più tempo, ma quello che mai vorrò diventare.
E mentre guardo fuori, vedendo i mille colori dell'autunno, colori cangianti che variano dal rosso al marrone, dal giallo al verde, non posso che sorridere ed essere felice per tutta la bellezza che mi circonda. 
Imparare ad apprezzarsi e rimanere tranquilli davanti a ogni cosa, affrontando passo dopo passo i problemi che mi si stanno proponendo.
Adesso è arrivata la mia fermata, il Philip Museum mi aspetta.
Alla prossima! 




mercoledì 21 ottobre 2015

Twee maanden

"Ma adesso che ho capito che cosa c'é di sbagliato in me dovrei correggermi o posso continuare cosí, sbagliando, ma sbagliando consapevolmente?"
La persona che ha scritto questa frase adesso si trova a migliaia di chilometri da dove sono io, ma sta vivendo la stessa mia esperienza. Le nostre strade si sono incrociate un giorno, qualche mese fa, alla premiazione della borsa di studio, che entrambi abbiamo vinto per poter vivere il nostro sogno. 
Se ora ripenso a quel momento, mi pare così lontano nel tempo che a fatica lo ricordo. Sono cambiate un sacco di cose nella mia vita quotidiana: altra città, altra famiglia,altri amici, ma soprattutto altro Paese e altra cultura. Allo stesso tempo sono cambiata io ma in qualche modo sono sempre la stessa. Sono sempre la Federica che si emoziona davanti ai ricordi, sono la Federica che per quanto si sforzi a volte non riesce proprio a credere che riuscirà in questa cosa. Sono la Federica che sente la mancanza di un posto da cui invece ha sempre voluto andarsene. Sono la stessa Federica che non sa ciò che vuole anche se pensa di saperlo. 
Divisa come al solito tra due emozioni, che deve rendersi conto che la vita va avanti e che il tempo non si può fermare. Sono due mesi che sono qua e ho passato un sacco di bei momenti, ma al tempo stesso ho avuto i miei momenti no, perché l'esperienza consiste anche in questo. 
L'unica certezza è che non voglio rinunciare, voglio godermi l'opportunità che mi è stata offerta, sebbene a volte sia sopraffatta talmente tanto da ciò che mi circonda che penso che essere a casa sarebbe più semplice. 
Ma chi mi conosce sa che non ho mai amato le cose facili, perché non c'è gusto nella vita se non ti guadagni ciò che vuoi realmente.
E sono qui per questo, no? Per cambiare ciò che non va bene, o sebbene in modo sbagliato, agire essendo finalmente consapevole di ciò che sto sbagliando. 
E per quanto a volte mi chieda: ne vale davvero la pena? So che la risposta è si. Sì perché tutto questo mettermi in gioco, essere felice e triste un momento dopo mi porterà a trovare me stessa, che è il mio più grande obiettivo.




                        Nijntje❤️
Free hugs🙆🏽

domenica 11 ottobre 2015

Amsterdam: riflessioni

Ore 20:51.
Fermata di 's Hertogenbosch.
Sono sulla via del ritorno da Amsterdam.
È stata una bella giornata, sia per il tempo, per la città che non smette mai di emozionarmi e per le persone con cui l'ho visitata: altri 50 exchange students da tutto il mondo. 
La parte più difficile è, come sempre, separarsi. Perché loro sono gli unici in grado di capirti veramente. Loro riescono a comprendere perfettamente ogni tua emozione, ogni tuo problema. Sono le persone che più possono sostenerti in questa esperienza perché stanno vivendo la tua stessa vita. Magari al Nord o a Ovest rispetto a dove vivi tu, ma comunque sai di poter contare su di loro. 
Ed è in questi momenti che ti rendi conto di cosa significa essere uno exchange student:fare parte di una grande famiglia, pronta a condividere idee, emozioni e problematiche
È stata proprio una bella avventura, ma purtroppo deve volgere al termine. 
Si torna alla realtà. Si torna a Weert. 
Dove ancora devo adattarmi, imparare a bastarmi
Devo ancora capire cosa voglio, da me, da questo anno e da cosa mi circonda. Ho molti dubbi, però grazie a giornate come queste, capisco quanto questa esperienza mi aiuterà nella mia crescita personale. E sebbene talvolta ci siano problemi, ci sia la tristezza, ci sia la mancanza di casa, perché qua a volte non riesco a sentirmi veramente me stessa e serena, mi rendo anche conto che non sono sola in questa esperienza.


Ma quanto è bella?! 

martedì 6 ottobre 2015

45 giorni di emozioni

Questa volta ho deciso di scrivere  perché avevo bisogno di mettere nero su bianco alcune emozioni. Quelle tristi, malinconiche. Quelle che dopo una giornata tranquilla, un po' stressante ma piacevole non ti saresti mai aspettata. 
A chi sa che hai avuto alcuni momenti di alti e bassi e ti ha chiesto "adesso come stai?" hai risposto "in questo momento sto benissimo". Perché fino a un'ora fa non potevi immaginare che adesso ti saresti trovata così, nel tuo letto, triste, senza un motivo specifico.
Dicono e ci credo, e voglio fidarmi,che sia normale. Devi passare attraverso questi momenti per capire cosa stai veramente affrontando. Per goderti i momenti belli. Per vivere a pieno l'esperienza d'Intercultura. 
E magari lo sapevo che sarebbe stata dura, che non poteva essere tutto rose e fiori, anche perché altrimenti non sarebbe stato affatto divertente. Ma forse non mi ero mai resa conto che a volte sarebbe potuto essere così difficile. 
Ma la difficoltà non sta nell'essere distante da chi ti conosce da sempre, non più. A questo mi sto pian piano abituando. La difficoltà adesso sta nel farsi accettare per quello che si è da persone che non ti conoscono e che per quanto si sforzino non hanno ancora imparato a farlo.
La difficoltà sta nel trovarsi bene dove si è, ma essere assaliti dalla malinconia un minuto più tardi.
E sono difficoltà che sono felice di affrontare, non fraintendetemi. Però bisogna ammettere che è dura non poter sentirsi completamente a casa, specialmente quando ormai sei lontana dalla tua vera casetta da 45 giorni. 
E sceglierei sempre, ancora, di affrontare queste difficoltà. Perché sono quelle che renderanno il mio anno ancora più bello. Ne sono sicura. Perché dopo un mese e mezzo che sono qui posso dire che ne vale la pena: di essere sopraffatti dalle emozioni,di essere colti dalla tristezza e dalla felicità, dalla malinconia e dalla gioia più sincera più volte nell'arco della stessa giornata. Mi sento già diversa da quando sono partita. E sono convinta che alla fine tutto ciò mi porterà ad essere chi veramente voglio diventare.

Post scritto alle 23:30 il giorno 5 Ottobre.